venerdì 24 maggio 2013

i- read: Guida galattica per autostoppisti (ciclo completo)

Il tempo impiegato a leggerlo non gli rende onore. Veramente! in tempi child- free l'avrei finito in meno di metà del tempo! A mia discolpa solo il fatto che, in fondo, non è un libro, ma cinque più un raccontino:
  • Guida galattica per gli autostoppisti,
  • Ristorante al termine dell'Universo,
  • La vita, l'universo e tutto quanto,
  • Addio, e grazie per tutto il pesce,
  • Praticamente innocuo,  
  • Sicuro, sicurissimo, perfettamente sicuro
Io non sono una gran fan della fantascienza, in genere, ma mi piace molto il racconto umoristico. E la Guida è soprattutto un racconto umoristico, che causalmente è ambientato nello spazio. Non tutti i volumi sono sullo stesso piano: guida galattica, il ristorante e addio sono i migliori. Anche praticamente innocuo è molto bello, percò la fine non mi ha entusiasmato. Se posso dare un suggerimento: solo la guida, se pure è il migliore del ciclo, non basta, perchè i personaggi si formano con calma, racconto dopo racconto. Ogni tanto secondo me traspare il problema di Douglas con le consegne e un po' fretta nel racconto, ma nell'insieme è un ciclo notevole. Direi...42!

Con questo post partecipo al venerdi del libro di Paola di homemademamma



giovedì 23 maggio 2013

Mamme green. In carriera! (6: la spesa)

La spesa: se vogliamo essere sostenibili non possiamo esserlo a prescindere da dove compriamo quello che mangiamo. Ora, io in tutta onestà, non ho da insegnare niente a nessuno. Ma proprio nessuno. Ho abbandonato da tempo la classica spesa settimanale, perchè il venerdi o il sabato non ci riesco. Ne faccio una più grande delle altre, ma più o meno ogni due tre giorni sono li. Seguo però alcune piccole regole minime per non essere proprio una pessima acquirente. Ve le giro e se voi ne avete altre suggeritele sotto. Giusto per rassicurare tutte: almeno qualcosa si può sempre fare, anche se si corre.

1° La stagionalità
Questa è una cosa che mi vien facile. A casa mia si è sempre mangiato frutta e verdura di stagione, per cui se vedo le fragole a febbraio sul banco ortofrutta mi fanno senso. I prodotti di stagione hanno un sapore migliore, ma sono anche più sostenibile perchè serve meno energia per realizzarli ed è più probabile che provengano dal territorio (non è detto!). Se avete dubbi vi do una mano. 

Certo mangiare secondo frutta e verdura significa saper cucinare tante cose diverse. Può essere un dramma, una sfida interessante o una scoperta di nuovi gusti. Dipenderà dallo spirito con cui lo facciamo!
















2° Programmare
Se sai quello che mangerai durante la settimana sprecherai meno cibo. E si, perchè se vogliamo essere sostenibili almeno dovremmo cercare di non sprecare l'acqua e l'energia contenute nel cibo. E allora facendo un programma di massima sul cosa mangiare a pranzo e a cena possiamo programmare la spesa ed evitare di buttare cibo avariato. Piccola parentesi. Come agronoma vi voglio dire che la scadenza dei prodotti è indicativa, e per alcuni più di altri! Il miele o lo zucchero, per esempio, non scadono. Idem per il sale. Sono conservanti! Però per legge deve essere presente la scadenza. Gli yogurt e gli alimenti fermentati lo stesso. Fermentano! Sono alimenti vivi, non scadono, ma possono inacidire, certo. Dubito che però lo facciano allo scadere della mezzanotte. L'importante è conservare bene!

3° Più bio e più vicino
Non tutte le settimane (per ragioni solo organizzative!) acquisto prodotti bio da un gas (GASTONE). Non tutti si trovano bene con i gruppi di acquisto, perchè trovano i prodotti poco freschi. Io pure finora non mi ero trovata tanto bene. Avevo trovato qualche gas, ma non mi trovavo bene: troppo cari per la qualità offerta! Poi ho scoperto GASTONE e soprattutto il loro fornito, la Fattoria Il Lombrico Felice. Mi trovo benissimo con i loro prodotti perchè sono veramente freschi e mi durano tantissimo. Non è facile trovare un produttore di fiducia, ma fare qualche tentativo... perchè no?

Ecco, questo è il mio stretto indispensabile: avete altro da suggerire?













mercoledì 22 maggio 2013

Regali

Un paio di scarpe da urlo, ma comode.
Un kg di pazienza.
Due etti di costanza.
Tre di motivazione.
Un secchio di serenità.
Una briciola di sonno.
Una bici nuova e leggera.
Un finale da non voler chiudere il libro.
Un soffio di risate.
Un abbraccio del Pupo.
Due kg di meno. Sulle cosce.
I capelli parzialmente a posto.
Due giorni a casa tutti insieme.
Un raggio di sole. Anche due, va!
Un costume che mi stia bene.
Un po' di abbronzatura
Un paese normale in cui cresce mio figlio.


Confezionato con un fiocco grande, grazie!
da pianetadonna.it

lunedì 20 maggio 2013

Non voleva farmi del male

C'ho pensato un po' prima di prendere carta e penna e scrivere. E poi però l'ho dovuto fare. Non voglio parlare della ragazza che è stata picchiata dal suo ragazzo. Della ragazza per la quale la prognosi non è stata ancora sciolta. Non voglio parla di lei, ma di lui.
E' vero a volte può sfuggire uno schiaffo, un gesto fisico senza pensare. Non dovrebbe: gli adulti dovrebbero sapersi controllare. Non dovrebbe ma succede. Può succedere con un figlio, con un compagno, con una compagna. Ripeto: non dovrebbe e la maggior parte delle volte non succede. Ma ci può essere quella volta in cui parte l'embolo e si alzano le mani. Ma in quel caso, quando non si vuole far del male, chi ha sbagliato lo capisce subito. C'è chi lo ammette, chi piange, chi scappa. Ma non mena più forte. Se mena più forte, se continua, allora si: voleva far male. E se tu vuoi far male a una persona allora non la ami. Tu magari pensi pure di amarla, ma ti sbagli. Perchè se una persona la ami non la vuoi veder soffrire. Anzi, non vuoi neanche vedere un'ombra sul suo viso. Se la ami la desideri, certo, ma non pensi che sia tua oltre il vostro essere una cosa sola. Non pensi che sia una cosa che puoi rompere se t'ha stufato. Tu, caro delinquente, non la ami. E volevi farle del male. Tutto il resto non lo comprendo, ma questo lo so.

Zero Violenza Donne

#TISALUTO

In Italia l'insulto sessista è pratica comune e diffusa. Dalle battute private agli sfottò pubblici, il sessismo si annida in modo più o meno esplicito in innumerevoli conversazioni.

Spesso abbiamo subito commenti misogini, dalle considerazioni sul nostro aspetto fisico allo scopo di intimidirci e di ricondurci alla condizione di oggetto, al violento rifiuto di ogni manifestazione di soggettività e di autonomia di giudizio.

In Italia l'insulto sessista è pratica comune perché è socialmente accettato e amplificato dai media, che all'umiliazione delle persone, soprattutto delle donne, ci hanno abituato da tempo.

Ma il sessismo è una forma di discriminazione e come tale va combattuto.

A gennaio di quest'anno il calciatore Kevin Prince Boateng, fischiato e insultato da cori razzisti, ha lasciato il campo. E i suoi compagni hanno fatto altrettanto.
Mario Balotelli minaccia di fare la stessa cosa.


L'abbandono in massa del campo è un gesto forte. Significa: a queste regole del gioco, noi non ci stiamo. Senza rispetto, noi non ci stiamo.
L'abbandono in massa consapevole può diventare una forma di attivismo che toglie potere ai violenti, isolandoli.

Pensate se di fronte a una battuta sessista tutte le donne e gli uomini di buona volontà si alzassero abbandonando programmi, trasmissioni tv o semplici conversazioni.


Pensate se donne e uomini di buona volontà non partecipassero a convegni, iniziative e trasmissioni che prevedono solo relatori uomini, o quasi (le occasioni sono quotidiane).


Pensate se in Rete abbandonassero il dialogo, usando due semplici parole: #tisaluto.

Sarebbe un modo pubblico per dire: noi non ci stiamo. O rispettate le donne o noi, a queste regole del gioco, non ci stiamo.

Se è dai piccoli gesti che si comincia a costruire una società civile, proviamo a farne uno molto semplice.
Andiamocene. E diciamo #tisaluto.

Questo post è pubblicato in contemporanea anche da altre blogger: Marina Terragni, Lorella Zanardo, Giovanna Cosenza e Loredana Lipperini.
Se ti va, copincollalo anche tu!
 
(dal blog Vitadastreghe)

domenica 19 maggio 2013

Crescere

Cose che mi mancano...
tenerlo sul mio petto e sentirlo addormentare
coccolarlo ogni volta che io ne ho voglia
il solletico ai piedi ogni volta che lo cambi
il bagnetto nella vaschetta
i primi passi
le prime parole
i primi sorrisi

Cose che mi gusto...
i racconti sconclusionati
le risate a gola piena
l'entusiasmo per qualsiasi gioco nuovo, fosse anche un fazzoletto
le coccole della mattina (le uniche che si fa fare)
quando mi dice Mamma sei bella!
quando mi abbraccia forte, forte e mi fa le coccole
vederlo dormire abbandonato al sonno
i giochi con gli altri bambini
la gioia per un giro sul trenino
la complicità con il suo papà
le notti in cui si riesce finalmente a dormire abbastanza


Cose che non mi mancano
il puzzo dei pannolini
le notte totalmente in bianco
il pianto senza senso
le coliche
i denti lenti a spuntare
l'impossibilità di sparire dal suo campo visivo per più di 2 secondi
le braccia sempre stanche per il peso

Cose che non mi mancheranno
i capricci improvvisi per avere qualcosa
i capricci improvvisi per non fare qualcosa





Dire che crescendo lui, ci ho guadagnato io. Almeno fino ai 12!


immagine dal web


giovedì 16 maggio 2013

Maledetta Primavera!

Che poi io non mi reputo una tipa esigente. Se mi inviti a cena e mi fai trovare una caprese, per dire, per me va benissimo. Anzi: il solo fatto che tu abbia perso 5 minuti di tempo per prepararla mi fa star bene. Sapere di avere qualcosa di commestibile già pronto mi fa stare bene. Pur essendo nata nella patria delle fashionmaniac ho un rapporto sano con il guardaroba. Mi piace essere carina ma non me ne frega niente di non poter spendere un patrimonio in vestiti e borse. Tra l'altro... le mode passano, per cui perchè lasciare uno stipendio su un paio di scarpa che tra un anno non amerò più? Ho un marito ritardatario e scordereccio (ma c'ha tanti pregi, eh! con i mariti mai accontentarsi!) per cui se tengo veramente a qualcosa glielo dico prima, quando mi ascolta, quando non ha altro per la testa e se serve glielo ricordo. Niente linguaggio del non detto. Non voglio star simpatica a tutte, che poi sai che palle, ho fatto la pace con la mia imperfezione, che pure li sai poi che palle, sto imparando a far pace anche con gli errori da mamma, che poi a 14 anni che mi rinfaccia?
Ma su una cosa, una sola sono molto esigente. Il giorno del mio compleanno deve essere bel tempo e fare caldo. Direte: che esagerazione. Rispondo: ma mica son nata a novembre! Sono della fine di maggio, che cavolo! DEVE far caldo ed essere bello. Un temporale il girno del mio compleanno mi manda di traverso la migliore delle sorprese. L'ulitmo compleanno con tempo veramente bello è stato per i miei 27 anni. Poi... il cambiamento climatico!
Ora, visto che quest'anno sembra esser tornato l'autunno, vi chiedo uno sforzo di concentrazione. Martedi prossimo prima di andare a letto pensate forte forte: Domani sole! Domani sole! Sia mai che ci svegliamo con l'arrivo finalmente della Primavera! (E poi sarebbe un regalo di compleanno meraviglioso!) .
immagine dal web

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